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Il woke

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Il woke

Messaggioda Robyn il 21/08/2026, 12:21

Il woke può travolgere l'ordine naturale delle cose dalla biologia alla libertà di espressione alla limitazioni di altre libertà. La difesa delle minoranze è giusta ma non può essere costruita contro altre categorie. Il woke non ha una sola direzione è pluridirezionale e non riguarda solo la biologia e la libertà di espressione. Può essere woke l'analisi del sangue che le aziende possono fare ad un lavoratore per capire la sua aderenza ai principi liberisti o meno,e il woke è una maschera che usano diverse aziende per nascondere ed offuscare temi veri come la giustizia sociale la redistribuzione della ricchezza. Il woke può arrivare all'estremo , prendiamo ad es il tema dei bagni nei luoghi pubblici. Se sei di genere maschile il senso comune ti porta ad andare a pisciare nel bagno per maschi ma se questo è chiuso ed hai un'emergenza vai a pisciare in quello delle donne semplice e se uno è unisex che fa? non può andare ne nel bagno delle donne ne in quello degli uomini? semplice va a pisciare dove gli pare e il woke non può pensare di fare bagni unisex per soddisfare l'esigenza dell'unisex, poi i bagni possono essere unisex in quei locali dove può esserci un solo bagno e non può esistere nessuna legge che dica che tu devi andare per forza nel bagno maschile o femminile a seconda del sesso , le scritte maschi-femmine è solo indicativa. Altro es è in parlamento, signor presidente non è vietato dirlo alla presidenza di camera donna , sicuramente ci starebbe meglio signora presidente , oppure nessuno potrebbe vietare di dire signora presidentessa. In breve il cambiamento dei vocaboli avviene nel tempo e con naturalezza nella società senza che nessuno possa imporre per legge certi vocaboli
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Re: Il woke

Messaggioda Robyn il 22/08/2026, 11:49

Alexandra Ocasio ha sciolto un rebus all'interno della sinistra sul woke che non le potrà che fare bene. Il dl Zan non si fa più è sufficente la legge sull'aggravante in base al quale le aggressioni alla galassia lgbt+ vengono perseguite riconducendole ai reati comuni infatti non si può creare una tutela specifica si procede sulla base del principio di uguaglianza.Poi all'interno del dl Zan erano state avanzate pretese sugli uomini incinti,mi pare da parte dell'Espresso.Insomma non è giusto che una donna possa partorire e un'uomo no questa è una discriminazione bella e buona, ma per piacere. Grazie Alexandra Ocasio
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Re: Il woke

Messaggioda Robyn il 22/08/2026, 17:04

L'aggravante "generica" già esiste e riguarda anche la galassia lgbt e altre pluralità soggettive differenti per motivi futili o spregevoli,ma non è indipendente e prevede che possa esserci solo se c'è stata in precedenza la consumazione del reato per ex l'aggressione fisica.La semplice offesa senza la consumazione di un reato di aggressione non è priva di tutela ma si può ricorrere in sede civile per evitare che questa possa presentare incompatibilità con la libertà di espressione prevista dall'art 21 ed è sempre un reato generico che comprende una pluralità differente di offese,e si giudicherà in relazione alla gravità dell'offesa se grave o futile ma non sarà un reato penale ma bensì un reato civile.Quindi il dl Zan non ha nessun senso siamo ok cosi
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Re: Il woke

Messaggioda Robyn il 23/08/2026, 12:29

Il csx deve dare grande spazio al tema delle diseguaglianze sociali , ma questo non significa l'abbandono del tema dei diritti civili relegandoli in un secondo piano. Il csx deve fare un restilyng su questi temi e procedere con un metodo molto più pragmatico evitando di andare ad infilarsi in vicoli ciechi senza uscita. Ad ex prendiamo il fine vita. La clausola costituzionale in base al quale nessuno può essere sottoposto a trattamenti sanitari se non per disposizione di legge ha poco a che fare con il fine vita i costituenti la immaginavano più come le vaporizzazioni a cui la popolazione si sottoponeva nel dopoguerra per evitare l'espandersi delle epidemie. Anche usare il termine suicidio assistito e controproducente,quando buona parte del paese lo sente storce la bocca perché il suicidio è un'altra cosa è quando una persona in buona condizione di salute decide di porre fine alla sua vita evento che tutti rifiutiamo categorigamente, mentre nel fine vita stiamo parlando di casi limite ad ex patologie incurabili che creano sofferenza o lo stato vegetativo permenente, quindi non userei il termine "suicidio assistito". I casi limite sono una cosa diversa ad ex nello stato vegetativo permanente se si vede con chiarezza che non si può tornare allo stato precedente,per es il deterioramento degli organi vitali,inutile insistere con trattamenti artificiali come idratazione e nutrizione, mentre per le patologie dove nonostante i trattamenti palliativi le sofferenze permangono si può decidere liberamente di andare verso la conclusione naturale della vita , ma siamo nei casi limite. Siamo tutti d'accordo che la prima cosa da fare sono le cure palliative perché queste anche se non eliminano la patologia permettono una libera scelta cioè se rimanere in vita o meno e non bisogna affermare che una vita è degna di essere vissuta o meno perché le derive sono incalcolabili. Altra cosa importante è l'alleanza terapeutica famiglia,medico,paziente
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Re: Il woke

Messaggioda Robyn il 23/08/2026, 15:52

Perché poi suicidio assistito ? non è mai il paziente che agisce autonomamente nei casi limiti ma è il medico che può somministrare la morfina con la flebo non è che è il medico che dice eccoti un bicchiere di morfina pensaci tu io ti assisto quindi il suicidio assistito non esiste c'è solo la dolce fine della vita e neanche si può parlare di eutanasia perché l'eutanasia o è un'atto deliberato da terzi oppure un'atto con il quale si accelera la fine della vita mentre le cure palliative per la fine della vita ne accelerano e né decellerano il processo che porta alla fine della vita e quindi non si può parlare di eutanasia. In merito alle dichiarazioni anticipate di trattamento poi queste sono vincolanti per il medico ma non dovrebbe essere così lo dovrebbero essere solo in presenza di dati clinici chiari. Quindi nel fine vita non esiste né il suicidio assistito e ne l'eutanasia ma non può esistere neanche l'accanimento terapeutico
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