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Robyn, cosa ne pensi dell' estremismo pacisusta?

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Robyn, cosa ne pensi dell' estremismo pacisusta?

Messaggioda diffidente il 27/08/2026, 16:08

Your concern captures a profound, ongoing debate within Italian society. In Italy, the cultural and structural separation between the intellectual class and the military/security sphere is not just beginning—it has been deepening for decades, shaped by a unique convergence of post-war history, politics, and sociology.

Several distinct factors have driven this divide in the Italian context:

1. The Post-Fascist Trauma and the Pacifist Consensus

Following the collapse of Fascism and the devastation of World War II, the new Italian Republic consciously built a political and cultural identity rooted in anti-militarism.

This ethos was codified directly into Article 11 of the Italian Constitution ("L'Italia ripudia la guerra..."). While designed to prevent aggressive expansionism, in post-war intellectual, school, and university circles, this often drifted into an absolute, reflexive pacifism that viewed any military matter, strategic thinking, or martial capability with suspicion.

2. The Cultural Hegemony in Academia and Media

Throughout the Prima Repubblica, intellectual life—humanities faculties, publishing houses, cultural commentary—was heavily influenced by left-wing thought and Catholic pacifism (pacifismo cattolico).

Both traditions tended to treat armed service not as a civic duty of the citizen-soldier, but as an inherently reactionary, coercive tool. Strategic studies, military history, and geopolitical realism were marginalized in universities in favor of sociological, ideological, and purely diplomatic studies.

3. The End of the Leva Obbligatoria (2004/2005)

For over a century, mandatory conscription (la leva)—despite its logistical flaws—served as a great social leveler. A philosophy graduate from Bologna, a mechanic from Naples, and an agronomist from the Veneto shared barracks and learned the reality of defense together.

The suspension of conscription in 2005 turned the Italian Armed Forces into a purely professional, volunteer force (volontari). In practice, this created a sharp socioeconomic and geographic sort: recruitment concentrated heavily in the southern regions and working-class backgrounds seeking stable employment, while northern and educated urban youth disconnected from the military world entirely.

4. The Loss of the Intellettuale-Combattente Tradition

Italy once had a profound tradition of the scholar-fighter:

The Risorgimento: Figures like Goffredo Mameli (poet and soldier), Giuseppe Garibaldi, and countless university student battalions (Battaglione Universitario Romano, Curtatone e Montanara).

The Resistance (Resistenza): Intellectuals, teachers, and writers took to the mountains as partisans—figures like Beppe Fenoglio (Il partigiano Johnny), Primo Levi, Italo Calvino, and Emilio Lussu (Un anno sull'Altipiano), who understood both classical literature and trench warfare.

Today, that memory is often commemorated purely as a political or moral symbol, while the concrete martial courage and physical readiness of those thinkers are largely erased from school curricula.

The Consequences for Modern Italy
When Italian policy-makers, journalists, and public intellectuals have almost zero literacy in military strategy, deterrence, or logistics:

Public debate on geopolitics becomes moralistic rather than realistic, focusing on wishes rather than power dynamics.

The military becomes an invisible caste, acknowledged only during domestic natural disasters (civil protection) or international peacekeeping, rather than as a core element of national sovereignty.

Societal resilience weakens, leaving the broader public culturally unprepared when major geopolitical shocks, hybrid warfare, or territorial conflicts reappear on the European perimeter.

To bridge this gap, Italy doesn't need militarism—it needs a revival of civic realism, where the intellect understands force, and force remains guided by cultivated, ethical minds.
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Re: Robyn, cosa ne pensi dell' estremismo pacisusta?

Messaggioda Robyn il 28/08/2026, 12:04

Dell'art 11 se ne fa solo una lettura parziale cioè l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come strumento di risoluzione delle controversie internazionali quindi ricomprende una lettura pacifista e diplomatica e la mette all'inizio dell'articolo come prima cosa da fare, però l'art 11 non si ferma qui perché la parte successiva afferma che in condizioni di parità con gli altri stati l'Italia acconsente ad una limitazione della sovranità per garantire la pace e la giustizia fra i popoli e promuove le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. Questa seconda parte si riferisce al diritto internazionale con le nazioni unite e alle forze multilaterali di pace, non si riferisce certamente ad interventi decisi unilateralmente da un paese si riferisce anche alla Nato che ha solo funzioni difensive. In merito alla leva sono perfettamente d'accordo con l'esercito professionale non è il popolo che va a difendersi da un'attacco esterno
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Re: Robyn, cosa ne pensi dell' estremismo pacisusta?

Messaggioda Robyn il 28/08/2026, 13:17

La visita dello statunitense Jhon Rickfill in Russia è probabilmente per mettere fine alla guerra russo-ucraina,la Russia non attaccherà più le città ucraine, kiev non attaccherà più la logistica bellica in Russia ma rimane il problema della linea di contatto e come fermarsi ed è qui che la diplomazia deve concentrarsi su un processo di pace.Probabilmente la visita di Jhon Rickfill è anche per mettere in chiaro che la Nato non si espanderà più ad est in particolare Georgia , Kazakistan,Bielorussia perché considerate aree di influenza russa.Adesso sto guardando su YouTube alcune interviste di esponenti russi in particolare di quello della difesa che parla di Europa a suo dire responsabile di molte guerre ma la guerra in Europa nel 1939 c'è stata per il crollo di Wall Street nel 1929 che aveva reso vulnerabili le istituzioni tedesche non perché fosse la Germania a volere la guerra , in breve bisogna sempre guardare ad uno scalino indietro. Inoltre la Russia non può essere trattata come ai tempi della guerra fredda perché questo lo percepisce come un comportamento fastidioso da parte delle élite europee ed è lo stesso comportamento di alcune élite di centro in Italia sugli ex Ds che le hanno subite e neanche si possono alimentare narrazioni sulla Russia che alla prova dei fatti possono rivelarsi fallaci in breve serve con la Russia uno spirito più collaborativo tenendo ben presente che esistono delle differenze. Non c'è dubbio che in Russia la democrazia è ancora allo stadio primitivo e che deve fare dei progressi.I russi se presi in giro possono arrabbiarsi per cui è necessario essere sempre cauti e leali
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Re: Robyn, cosa ne pensi dell' estremismo pacisusta?

Messaggioda Robyn il 28/08/2026, 20:58

Analizzo da you tube.La Gran Bretagna Ursula Von Der Leyen l'ha affidata all'Italia, ti affido questo partner capriccioso ok sarà fatto https://www.facebook.com/share/r/17atRqTg9g/
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